mercoledì, ottobre 22, 2014

ON Running - Cloudsurfer

Passata l'ondata Ironman di Maiorca, con tutti gli spunti ed i punti su cui lavorare, capire e migliorare per la stagione agonistica 2015, ho ripreso con molta calma e tranquillità gli allenamenti.
Tutto in maniera molto soft, senza ritmi e senza linee prefissate. Così sarà almeno fino a fine ottobre, poi inizierò con qualcosa di più concreto e finalizzato.

Proprio in questo periodo sto avendo modo di provare una nuova tipologia di scarpa.
Si tratta di un nuovo marchio, nativo in quel di Svizzera, dall'idea di Olivier Bernard, pluricampione di Duathlon e di Triathlon su distanza Ironman.


ON-Running


Già molto diffusa nell'ambito del triathlon, molto meno o quasi sconosciuta nel panorama podistico.
Scarpa che fuoriesce dagli schemi tradizionali e che richiama per alcuni aspetti la tanto ricercata corsa naturale.
Caratteristica di questa tipologia di scarpa è la presenza nel battistrada dei "Cloud". Si tratta di una sorta di nuvole che fungono contemporaneamente da sistema ammortizzante e sistema propulsivo, il tutto varia in base all'appoggio del piede e da come esso possa variare durante le diverse fasi della corsa.
Sostanzialmente la funzione di questi Cloud è quella di fornire un' ammortizzamento durante l'appoggio del piede, trattenendo quindi l'energia dell'impatto del piede al suolo, rilasciare l'energia. accumulata sotto forma di energia propulsiva ne momento in cui si ha la fase di spinta del piede.
Così facendo si limita al massimo in dissipamento di energia e si riproduce al meglio la trasformazione di energia che avviene nelle strutture tendinee muscolari: "STIFFENESS".

In aggiunta i Cloud forniscono un sistema di stabilità, adattandosi ai singoli movimenti del piede, fornendo così il miglior sostegno strutturale possibile.
Si realizza così una condizione nella quale il piede percepisce una situazione simile a quella "naturale", con la differenza che la presenza dei Cloud offre una maggiore comodità e confort all'impatto, senza però ostruire l'elasticità e la propulsione della cinematica del passo durante la corsa.

 
Nel mio caso sto avendo modo di provare il  modello Cloudsurfer, scarpa dal peso contenuto (260g), consiglia per delle velocità intermedie che variano tra i 4'-5'/km. Già qui si intuisce che la tipologia possa abbracciare una vasta area di atleti, sia come scarpa da allenamento che come scarpa da usare in gara.
Al primo impatto le sensazioni sono state molto contrastanti, sebbene personalmente sono abituato a correre con scarpe a ridotto drop. Ma qui appunto parliamo di una qualcosa di differente.
Iniziando con sedute di fondo lento da subito si è percepita la capacità della scarpa di sorreggere l'impatto più marcato, dovuto dal ritmo lento della falcata e dal maggior tempo di appoggio del piede al suolo. Avendo un appoggio abbastanza regolare non ho potuto apprezzare la capacità adattativa indotta dai Cloud. Provando allunghi, variazioni di ritmo ho apprezzato la reattività e la facilità con la quale la scarpa riesce ad accompagnarti ed assecondarti nella fase propulsiva.
La cosa che maggiormente mi ha stupito è la risposta che ho avuto negli allenamenti collinari. Non essendo uno specialista del sali-scendi, pecco in tecnica nella fase di discesa appoggiando molto la parte posteriore del piede. Qui la scarpa mi ha fornito un notevole supporto e mi ha dato l'impressione di ridurre al minimo il contrasto all'avanzamento indotto dalla mia "corsa frenata" in discesa.
Provata anche su brevi tratti sterrati e sconnessi, dove le caratteristiche dei Cloud sopra elencate si sono riprodotte pienamente, facendo si che l'appoggio risultasse sempre perfetto, limitando di conseguenze la possibilità di sovraccaricare in maniera anomale le caviglie.


domenica, ottobre 12, 2014

sabato, ottobre 11, 2014

Ironman Hawaii & bike

Mentre scrivo si sta correndo la gara più ambita, affascinante e desiderata dai triatleti di tutto il mondo.
Sto parlando dell'Ironman Hawaii.

Mentre  Frodeno tenta la rimonta, Jacobs tiene botta e dietro si prova a fare gara per rimanere al vertice, io sono qui seduto sul divano di casa, davanti al megatelevisore di papà con il collegamento wireless, vedendo la diretta streaming della gara.

Penso e fantastico, faccio pronostici e cerco di capire tecniche e segreti dei partecipanti in vetta.
LA serata scorrerà così fino alla fine della gara, con la mente li tra loro che pedalano e che si sono sudati la qualifica per essere li, non come qualcuno che grazie a sponsor ed al denaro farà la sua prima gara proprio li nella mecca del TRIATHLON....ma si sa, siamo in Italia e l'apparenza è tutto e pur di sentirci in pace con noi stessi permettiamo che accadano certe cose.

Cmq, la gara andrà avanti, si pedalerà e correrà molto ed io mi sto già proiettando verso il futuro.
Non ancora definita la destinazione Ironman 2015, ma oggi ho ripreso la bici per muovere le gambe e riprendere dopo 2 settimane di stacco e di riposo...

si inizia

lunedì, ottobre 06, 2014

Corso di Corsa, un finale meraviglioso

Ogni cosa inizia e purtroppo finisce.
Mi auguro che in questo caso non si tratti di una fine ma semplicemente di un arrivederci. Spero che sia solo una pausa temporanea che inevitabilmente, con l'arrivo del buio ed dell'inverno, porta molti a temere l'aperto, la strada e le temperature che giorno dopo giorno si fanno sempre meno estive.

Così non è stato ieri mattina.
Il cielo coperto e la temperatura autunnale del primo mattino non fave bene sperare, ma poi il sole, il vento che ha pulito tutto ed una giornata da toni estivi. Tanti bambini e genitori, musica e animazione. Così si presentava la zona circostante la scuole elementare di Cologna Spiaggia.
Tutti li radunati per la gara podisti organizzata dalla società locale.
Dopo qualche anno di interruzione hanno pensato di riproporre l'evento. A quanto pare dire che è stato ben gradito e partecipato.

Con un leggero magone e dispiacere eravamo li.
Eravamo perché oltre a me era presente tutto il gruppo del "corso di Corsa".
Proprio ieri infatti in concomitanza della gara podistica coincideva l'interruzione del nostro progetto (spero sia solo temporanea e che possa essere ripresa in primavera). Un cammino durato 6 mesi, con un inizio non proprio continuativo causa le continue piogge e interruzione.
Poi una continuità che è divenuta sempre più costante e presente. Uno Chalet che ci ha dato un punto di appoggio dove radunarci, sistemarci. I miglioramenti giorno dopo giorno e la consapevolezza in ognuno di noi che qualcosa di bello stavamo facendo, che si poteva fare, che era alla nostra portata.

Con l'entusiasmo e la tenacie delle ragazze e ragazzi siamo andati avanti. Qualche piccolo infortunio, qualche volte mancanza di voglia o semplicemente stanchezze.
Poi il campo di atletica, la pista in tartan che per molte ragazze destava paura e curiosità al tempo stesso.
"Le ripetute", due parole che spaventavano ed incudevano timore, ma poi si sono rivelate amichevoli e famigliari.

LA corsa a Castelnuovo, con la cena di gruppo a seguire.
Tanti e tanti altri momenti di gioia e gruppo.

Ieri mattina però sapevamo fosse stato l'ultimo giorno.
Lo spirito però non era quello.
Tensione su alcuni volti, timore di non farcela e perché no...anche un velo di vergogna nel trovarsi li in mezzo e tante persone perfette nel look e apparentemente convinte di loro e della loro atleticità.

Alla fine della fiera è stato un successo.
9 partecipanti, me compreso, oltre la linea del traguardo. Poco contano i tempi ed i numeri. Quello che è contato ieri sono stati i volti e gli occhi del "gruppo di corsa". Tutti sorridenti e dagli occhi luccicanti, felici del traguardo raggiunto e contenti  di aver fatto qualcosa di impensabile qualche mese fa.
La festa è stata ancora maggiore all'uscita delle classifiche, con tutte le nostre ragazze premiate ed un ragazzo a podio...

Un'esperienza fantastica, un gruppo meraviglio che si è formato strada facendo.
Spero che possa servire da guida a far muovere chi è insicuro e titubante.

"corso di corsa" ci rivedremo presto

mercoledì, ottobre 01, 2014

Ironman Mallorca 2014, la giornata che non ti aspetti

Ci si prepara tanti mesi, tanti allenamenti e tanti sacrifici.
Il sabato nei mesi di luglio ed agosto iniziava sempre più presto: alle 5 in macchina pronti per pedalare alle 6, poi si corre sotto il sole cocente e con la stanchezza che ti fa venire voglia di mollare.
La domenica stessa sorta: sveglia presto e subito in sella per gli allenamenti di bici+corsa.
A volte è capitato di non voler andare, di non voler uscire di casa, ma l'obiettivo è sempre stato un richiamo forte e irresistibile.
Così non ci si pensa due volte e si parte.
Il nuoto in mare, in un mare che quest'anno è sempre stato poco gradevole, mai limpido ed estremamente pulito.

Tutto è stato fatto nel migliore dei modi. Guardandomi indietro c'è la convinzione che più di così non si poteva fare.

Dopo tanti sacrifici quindi arriva il giorno di partire per Maiorca.
La gara non si disputa la domenica bensì il sabato. Anticipiamo quindi di un giorno la partenza in maniera tale da fare tutto con la giusta calma e tranquillità.

La location è fantastica, una baia che racchiude un gran pezzo di mare calmo e limpido. L'acqua è calda, tanto calda che verrà vietato l'utilizzo della muta nella frazione di nuoto.
La temperatura esterna è calda, elevato anche il tasso di umidità.

Il sabato la partenza è fissata per le 7:30.
Ancora buio quando ci rechiamo sulla spiaggia pronti per la partenza.
Prima gli atleti PRO, due minuti dopo le donne ed alle 7:35 è il nostro turno.
Qualche decina di metri in corsa prima di tuffarsi nel mare ed iniziare a sbracciare.
Fila tutto liscio, senza troppi sforzi o affanni. Non forzo il ritmo e gestisco bene, uscendo in un tempo lineare con le mie aspettative e previsioni.

Salgo in bici ben posizionato.
Inizia la frazione su di un percorso molto filante nella prima parte ma qualcosa non gira. Un atleta mi si infila a sinistra in una rotatoria e allargandomi per evitarlo scivolo a terra. Nulla di grave, ma perdo ritmo e concentrazione. Si continua.
Mi vedo superare da 2-3 grupponi a modo di corsa a tappe di ciclismo, faccio di tutto per evitare la scia e incorrere in fallo....ci riesco ma pago amaramente il percorso che mano a mano si fa impegnativo sia per la salita che per il vento contrario. Così solo senza riferimenti faccio la mia gara, perdendo valide posizione e consumando energie fino al 165°km circa quando vengo assorbito da un altro gruppo. Decido così di unirmi per l'ultimo tratto e cercare di non finirmi totalmente.

La T2 è relativamente veloce e la corsa sembra essere buona fin da subito.
Guadagno terreno e recupero posizioni, ma non faccio conto del caldo e della temperatura elevata che mi stronca e mi fa accasciare a terra al 15°km circa.
Qui ci sono alcuni amici della Flipper, mi soccorrono e con calma mi convincono a ripartire.
La gara finisce qui.....taglio il traguardo solo per la medaglia e per essere in gruppo senza rimorsi nel dopo gara.

Una giornata da archiviare e da cancellare, ma anche una giornata di esperienza e di sconfitta che fanno maturare e crescere.
Ora si va avanti.
Qualche giorno di sano recupero e poi si ripartirà con calma verso i prossimi obiettivi.