venerdì, aprile 03, 2015

La corsa del Venerdi

Venerdì santo,
4 brillanti,
la vigilia non solo della festa, ma anche del lungo weekend di allenamenti.

Il venerdì con un lavoro di qualità in corsa.
E' stata una settimana intensa, con ottimi lavori di qualità in tutte e 3 le discipline.
Buoni ritmi ma ottimo il recupero fisico tra i vari allenamenti

Oggi in pista, come di consueto.
Alterno il giovedì o il venerdì, a seconda di come meglio riesco ad incastrare gli allenamenti.


Un lavoro misto a ritmo soglia e Vo2max.
3 serie:
1200 rec 200
600 rec 200
400 rec 200
con 2'30" di recupero tra le serie

https://connect.garmin.com/modern/activity/735751666

ottimo lavoro organico e muscolare, con le gambe che tornano a girare e con essere le buone sensazioni.

Sempre maggiore confidenza con le scarpe ZOOT modello Solana, marchio che mi supporterà per la stagione 2015.

Via verso il lungo weekend

Auguri a tutti di una serena Pasqua

venerdì, marzo 20, 2015

Un lavoro di qualità

Dopo qualche periodo di lavori al medio, di km lenti e di allenamenti a bassa intensità, sono tornato a svolgere un allenamento frizzante di qualità in pista.
Credo che sia passato circa un anno dall'ultima volta che ci ho messo piede.
Quasi sempre effettuo lavori di qualità in strada, sul lungomare o su di un percorso asfaltato di circa 1600m.
Però giorno dopo giorno sentivo il bisogno di ridare forza e vigore alla muscolatura delle gambe.
E' come se perdessi di forza e di spinta, ed in questo la pista  ritengo sia il più grande alleato in assoluto.
Il tartan, con la sua reazione irregolare all'impatto del passo comporta continui aggiustamenti si propriocettivi che muscolari.
Di conseguenza si viene a creare una situazione in cui sia a livello organico che strutturale il lavoro è qualitativamente di alto livello.

Ho ripreso con delle ripetute su di una distanza ostile e non facile da gestire: gli 800metri.
Ritmo da tenere poco sotto la soglia anaerobica, quindi per me circa 3'35"/km.
6x800 co 1'30" di recupero in cui percorrevo circa 300m

Ottimo lavoro per riprendere e tornare a lavorare seriamente in vista dei primi appuntamenti della stagione.
Le gambe inizialmente meno libere e sciolte, ma è la normalità dopo un periodo di lavori e km poco brillanti.
Si riparte da qui cercando di dare una maggiore continuità anche alla corsa, così come riusco a dare per la bici ed il nuoto

martedì, marzo 17, 2015

Lecce: Lavoro-Allenamento

Sempre più orientato verso l'altra parte dello sport, quella che viene vissuta allo scuro, magari dietro un portatile, un tablet o un telefonino di ultima generazione.
Un lavoro che spesso di porta a viaggiare, spostarti ed essere vicino a chi segui.
Ho sempre creduto che un preparatore fisico, un tecnico, deve essere prima di tutto un amico, un confidente dell'atleta.
Sempre con la giusta dimensione e distacco, senza troppo dare ma  indubbiamente senza nulla togliere all'atleta.
L'atleta, professionista o amatore che sia, necessità sempre e comunque di stimoli, contatti e della presenza della persona a cui si affida. solo così è possibile dare ed ottenere il massimo da entrambi le parti.
E' un rapporto bidirezionale. Non deve esserci passività da parte dell'atleta. Non si deve subire l'allenamento, ma si deve capire, condividere e soprattutto trasmettere sensazioni ed emozioni. Solo così il percorso intrapreso può realizzarsi pienamente e dare maggiori soddisfazioni.

Quest'anno sarà la mia seconda esperienza diretta sul campo nel seguire un atleta.
Sarà l'occasione per volare oltreoceano, in Texas, e provare assieme a raggiungere quell'obiettivo che ogni triatleta di lunga distanza, volontariamente o meno sogna: KONA.

Per questo si sta lavorando sodo da novembre ormai, con due incontri di valutazioni e con allenamenti continui monitorati ed opportunamente individualizzati e riadattati a seconda delle condizioni attuali del soggetto.
Occorre tenere conto di tutte le fonti  di stress: lavoro, famiglia, routine; ma anche dubbi, ansie e paure.

Dopo un'attenta riflessione ho pensato che fosse giunto il periodo di muoversi anticipatamente. Siamo nelle fasi finali della preparazione (gara 16 maggio). Due mesi esatti ed ora dobbiamo fare tutto al meglio, anzi si deve evitare di fare il peggio.
Mercoledì 11 marzo alle ore 11 ero in treno verso Lecce: 5 giorni di raduno con due atleti della zona che seguo, uno di questi appunto sarà il motivo del mio viaggio in Texas.

Sono stati giorni produttivi e di lavoro.
Giorni in cui ho avuto modo di capire le abitudini, le sensazioni, gli umori degli atleti.
Stando a stretto contatto si possono capire i pensieri, le modalità di svolgimento degli allenamenti, i luoghi in cui essi vengono svolti.
Lecce, come tutto il Salento, presenta un clima molto favorevole per allenarsi.
Un litorale ancora poco trafficato con la presenza costante di vento (fattore sia stressante ma si sicuramente allenante). Lunghi tratti do ve poter fare ritmo, allenare la posizione e simulare determinati percorsi gara.
Spostandosi di poco si ha la possibilità di addentrarsi e cercare salite da affrontare in bici.

Da giovedì a domenica mattina abbiamo svolto 4 giorni di allenamento concentrati e ad alto impatto di volume ed intensità: i raduni servono an che a questo.
Abbiamo concentrato il tutto nel lavoro in bici e corsa, mettendo su un buon volume ed una discreta intensità.
Si è optato per questa formula poiché la gara obiettivo è l'Ironman,quindi una gara di lunga distanza dove la bici e la corsa sono gli elementi caratterizzanti ed a mio avviso maggiormente importanti da controllare ed ottimizzare per rendere al meglio.
Abbiamo avuto la possibilità di provare, testare e collaudare abitudini e strategie alimentari da adottare in gara.

Si è cercato di non lasciare nulla al caso, di perfezionare tutto e ridurre al minimo eventuali variabili negative.
Ho constatato personalmente il comportamento e i parametri fisiologici dell'atleta durante due allenamenti impegnativi del weekend:
 160km di bici e 6km di corsa al sabato
50km di bici e 30km di corsa la domenica.

Ci sono stati scontri e confronti anche duri ed aspri, ma l'allenatore serve a questo.
Serve a motivare ed essere accondiscente, ma soprattutto ad essere duro quando le cose non vanno, o meglio vanno migliorare.

L'esperienza si  è conclusa in maniera positiva con un viaggio di ritorno in treno di circa 5ore, dove ho avuto modo di pensare e capire che è giunto il momento di ottimizzare la mia figura e creare dei raduni mirati per gli atleti che seguo per meglio monitorare le loro abitudini e capacità

giovedì, marzo 05, 2015

Flipper in Pista

Novità, progetti, movimento e voglia di fare sport.
Voglia di condividere quel che si sa, quello che si è appreso nel percorso di studi e nelle proprie esperienze sportive.
Ricordo ancora oggi, sempre molto volentieri, il volto di Emilio D'Aquino (forte triatleta italiano dei primi e metà anni 2000) quando misi piede per la mia prima volta in una zona cambio di una gara di triathlon.
Non sapevo nulla!!!
Cosa portare, cosa fare, cosa non fare...ero li spaesato e cercavo di copiare e imitare i miei vicini di postazione.
Era il 2006.
Ne sono passati di anni e dentro di me mi sono sempre detto: in futuro cercherò di dare a chi inizia quelle piccole conoscenze che sono mancate a me negli esordi.

Il triathlon si è evoluto in maniera esponenziale. I nuovi triatleti crescono di anno in anno in maniera esponenziale.
La lunga distanza prendere sempre più piede e molte volte, anzi troppo spesso ci si dimentica della distanza principe, della distanza olimpionica: il triathlon olimpico.

Per la stagione 2015 proviamo a rimetterci in gioco, attivamente e passivamente, da atleta e da allenatore.
Così nasce l'idea di portare finalmente anche giovani Flipperini ad esordire nelle distanze "brevi".
Un progetto che sta prendendo piede. Tirare su giovani ragazzi che prendano le redini degli anziani, che portino alto e vivo il nome della Flipper Triathlon non solo nelle gare estera ma soprattutto nelle gare italiane, dove ahimè da qualche anno siamo troppo latitanti.

Così nasce l'idea, ci si coordina con  un nuovo amico che si prendere cure degli allenamenti in acqua per in nostri giovani (con il quale ci coordiniamo) mentre io provo a portare avanti il gruppo più adulto nella struttura di Castorano (AP).

Il mercoledì ci si vede in pista di atletica.
Si lavora sulla tecnica di corsa, sconosciuta per la maggior parte degli amatori.
Ritmi, andature, esercizi di elasticità muscolare e tendinea.
Analisi della corsa, consigli e lavori di qualità.

Il tutto sta prendendo forma proprio in questi giorni, con i primi allenamenti assieme e le prime adesioni positive dei ragazzi che danno carica e spinta motivazione per proporre nuove iniziative, nuove collaborazioni e ridare linfa vitale ad una storica società che ha fatto e farà la storia del triathlon in Italia