Il profilo di prestazione del Triatleta

Come tutti ben sappiamo, il Triathlon è uno sport appartenente alla classe degli sport di resistenza. Indipendentemente dalla distanza di gara presa in considerazione, che si vada dalla distanza Sprint fino alla distanza Ironman, il metabolismo aero-bico risulta essere il meccanismo energetico principal-mente coinvolto durante la pratica di tale sport.
Componente fondamentale per valutare la condizione aerobica ed effettuare previsioni circa le potenzialità in gara di un’atleta risulta essere senza dubbio la VO2max; tuttavia, valutazioni fisiologiche a carichi sub massimali devono essere ugualmente ritenute impor-tanti e fondamentali negli sport di resistenza..
Sebbene il Triathlon è e deve essere considerato a tutti gli effetti uno sport unico, e non la sommatoria di tre discipline distinte, poco la ricerca può fare per pa-ragonare un triatleta in senso stretto rispetto ad altre tipologie di atleti. Ciò che invece è possibile fare nel nostro caso, ossia nel caso dei triatleti, è quello di pa-ragonarci ad atleti delle singole discipline. Sia ben chiaro, tali paragoni non sono finalizzati a valutare se un triatleta è più forte di un nuotatore, di un ciclista o di un podista, bensì ciò l’obiettivo è quello di notare le differenze e quindi delineare delle linee guida per pro-grammare successivamente la periodizzazione e gli allenamenti di essa facente parte.
Di seguito proviamo a riportare alcuni confronti. Seb-bene studi e valori di riferimento considerati riguarda-no atleti di elite nelle varie discipline, il tutto ci può far capire quali sono le capacità importanti che un triat-leta deve avere ed allenare per meglio riuscire in gara.
Come abbiamo appena detto la VO2max è una componente fondamentale negli sport di resisten-za, tanto si può riscontrare che atleti di successo pre-sentano alti valori di tale componente pari quasi il dop-pio dell’atleta di livello amatoriale. Per valutare questa com-ponente fisiologica si utilizzano diverse metodologie, ma tutte hanno come comune indice di misura ml*Kg*min (ossia ml di ossigeno consumato per kg di peso corporeo al minuto, da parte del soggetto in questione.
Considerando la componente Vo2max si può affermare con certezza che il triatleta presenta dei valori simili o comun-que non notevolmente differenti rispetto nuotatori di mez-zofondo (distanza tra i 400-800m).
Nel caso del ciclismo, occorre partire dalla certezza che cicli-sti di alto livello presentano elevati valori di Vo2max rispetto gli specialisti delle prove a cronometro; setta situazione vie-ne riscontrata paragonando i ciclisti di corsa a tappe o in linea con triatleti di lunga distanza; Valori simili o comunque con differenze irrilevanti si riscontrano quando ad essere confrontati sono triatleti su distanza olimpica. Qui occorre considerare però un fattore importante che è quello della SCIA e condotta nel gruppo in gara. Di qui possiamo capire come nei triatleti su distanza olimpica si riscontrino elevati valori di Vo2max rispetto triatleti di lunga distanza.
Nella corsa torniamo a valori assoluti di Vo2max molto simili tra le due discipline. Infatti triatleti su distanza olimpica han-no caratteristiche di Vo2max simili a specialisti di gare corte (5-10km) così come triatleti Ironman hanno valori simili ai maratoneti (sebbene il margine di differenza tende ad esse-re maggiore in questo secondo caso).
Un altro valore importante da considerare nella fisiologia del triatleta e la Soglia Anaerobica.
La Soglia Anaerobica indica l’intensità di esercizio oltre la quale inizia ad accumularsi Acido Lattico, ossia ci indica una linea immaginaria di passaggio dal metabolismo aerobico al metabolismo anaerobico. Questo valore viene misurato in mmol/l.
Tale parametro fisiologico è più difficile da indagare parago-nando i triatleti e singoli specialisti, poiché entrano in gioco altre variabili quali la massa corporea ed il gesto tecnico.
Appunto per questa difficoltà di paragone, poco interesse di ricerca ha stimolato gli addetti ai lavori, infatti si hanno po-chi lavori di comparazione. Nonostante tutto possiamo dire che una grande differenza c’è tra i nuotatori ed i triatleti, in quanto nei nuotatori si riscontra una capacità maggiore di sviluppare velocità a parità di acido lattico accumulato. Nel ciclismo e nella corsa invece i valori sostanzialmente sono simili ed l’intensità di carico dove inizia ad accumularsi latta-to non differisce in maniera significativa. Una valida spiega-zione a tali similitudini (triatleti, ciclisti, podisti) e diversità (triatleti contro nuotatori) la possiamo trovare nelle diffe-rente composizione muscolari, ossia nelle tipologia di fibre muscolari che compongono i distretti anatomici coinvolti principalmente nelle singole discipline. A chiarimento di questo è da capire che le fibre muscolari che compongono la muscolatura degli arti inferiori nei triatleti, ciclisti e podi-sti, risulta essere dal punto di vista molecolare molto simile, con un elevate prevalenza delle Fibre Rosse (aerobiche). Nel nuoto invece la composizione muscolare nella parte supe-riore del corpo nel triatleta risulta essere maggiormente differente di rispetto i nuotatori, nei primi infatti possiamo notare una ridotta presenza di Fibre Bianche (anaerobiche) rispetto i nuotatori puri.
Si può capire dunque quanto sia importante capire bene cosa allenare, come allenarlo e in che periodo allenarlo, quando ci si trova di fronte ad una preparazione fisica mira-ta ad uno o più appuntamenti agonistici. Capire bene quali sono le capacità condizionali che caratterizzano il nostro sport, il perché stimolare maggiormente una capacità ri-spetto ad altra, perché effettuare determinate tipologie di lavori in periodi ben precisi della programmazione , sono passi fondamentali da fare per poter ottenere e raggiungere l’obiettivo prefissato.
Riassumendo il tutto possiamo dare alcune piccole conclu-sioni:
- La Vo2max è un parametro fondamentale nel tria-thlon per ottenere elevate prestazioni.
- I Triatleti che competono ad alto livello hanno ca-ratteristiche fisiologiche molto simili agli specialisti delle singole discipline.
Come possiamo sfruttare praticamente tutte queste nozioni teoriche?
La risposta non è semplice e sicuramente non può essere sintetizzata in poche righe o parole. Quello che però mi sen-to di dire è che per quanto riguarda l’allenamento della fra-zione sia di bici che di corsa, le metodiche utilizzate nelle singole discipline sono perfettamente adatte a migliorare le due singole frazioni nel triatleta, poiché come abbiamo visto dal punto di vista fisiologico sono molto simili.
Per quanto riguarda il nuoto invece, sarebbe opportuno differenziare la tipologia di allenamento e distinguerla da quella prettamente finalizzata al nuoto rispetto al triathlon, qui la motivazione fondamentale è data dalla diversità dal punto di vista della diversità fisiologica delle due discipline.

Commenti

Marco ha detto…
Molto interessante!
stefanoSTRONG ha detto…
grazie come sempre per i tuoi contributi!
Semper Adamas ha detto…
Molto bello :D
Pimpe ha detto…
interessante ma non per me ;-)
bravo Ale!
Master Runners ha detto…
cioè a nuoto ho ben poche speranze insomma... :D
kaiale ha detto…
grazie MArco ;)
kaiale ha detto…
grazie a te Stè

GrazieAdams...prendi spunto ;)
kaiale ha detto…
Master...impegno e vedrai che la finish line è li a due passi
Anonimo ha detto…
Interessante. Quindi in cosa differenziare la preparazione nel nuoto?
Marco
kaiale ha detto…
a seconda delle gare che si intendono preparare e dal tipo di atleta (esperto o meno).
distanze corte tanti lavori in soglia e vo2max.
Brevi soglia e aerobico con ripetute lunghe